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Il villaggio di Condé è un luogo molto antico di cui la storia risale all'antichità. In 500 avanti Cristo, un conflitto tra i Senones e i Condrusi finì in una battaglia all'ultimo sangue. Delle traccie di quest'avvenimento sono state ritrovate nel villaggio e il Castello e stato edificato su delle rovine gallo romani. L'etimologia del nome Condé viene dal celtico "condatum" che ha come significato: confluenza. Il primo sire di Condé fù Jean de Montmirail, sua figlia Maria divento sposa del celebre Enguerrand di Coucy.
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Tramite il gioco delle alleanze Condé appartenne alla casa del Lussemburgo, e in 1487 Maria di Lussemburgo si sposò con François de Bourbon, Conte della Vendôme. il loro nipote, Luigi de Bourbon, zio del futuro rè di Francia, Henri IV, fu il primo Principe di Condé. Da giovane venne spesso a caccia sulle terre della dimora. | ||
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Le due dipendenze datano di quell'epoca. Quella di destra fù occupata dal capitano delle guardie del Castello; e ci sono ancora oggigiorno le prigioni sotterranee con un straordinario sistema di chiusura. Quella di sinistra era la portineria. Il Castello è uno dei più belli e seducenti del Principe di Condé, capo del partito protestante durante le guerre di religione in Francia. Sua moglie, Eleonora di Roye e i suoi bambini vennero spesso rifugiarsi dai ravagi della guerra.
In 1624, Maria di Bourbon sposò Thomas, Principe di Savoia Carrican (attuale famiglia reale d'Italia). Poì Condé fù danneggiato e confiscato da Luigi XIV perchè furioso che durante la guerra Franco-Austriaca, Amédé di Savoia servì suo zio, il celebre Principe Eugenio di Savoia, nemico della Francia. |
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Il Castello sequestrato fù ricomprato in 1719 dal capo del cabinetto reale, Jean-François Leriget, Marquese di Faye, consigliere del rè e diplomatico. Fù anche incarricato di trovare una moglie per il giovane Luigi XV. Il Marquese di Faye era membro del l'Academia Francese, possedeva tramite il suo lavoro di amministratore nella Compania delle Indie, una grande fortuna. Nel suo albergo privato a Parigi, egli ricebbe grandi letterari come Voltairee Crebillon e aveva una collezione di dipinti e bronzi molto famosi.
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| La maggior parte delle decorazione che si possono ammirare ancora oggigiorno sono dovuti al Marquese di Faye. Esso lasciò il compito di decorare il Condé a un archittetto italiano, Servandoni, maestro nei dipinti "trompe l'oeil" e uno dei architetti del palazzo Farnese a Roma. Fece sopprimere l'ala sinistra del Castello per permettere al sole di penetrare all'interno delle camere e diede una simetria apparente alla facciata. Per ottenere questo risultato fù obbligato a dipingere delle false finestre sui muri medievali del castello che hanno uno spessore, in certi tratti, di 2 metri. Per quel che riguarda la decorazione interna invitò gli artisti alla moda dell'epoca, come Lemoine e suo allievo Boucher, Watteau e i suoi allievi di cui Lancret. Jean-Baptiste Oudry fù chiamato per decorare tutto il salone. |
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| In 1814, la Contessa di Sade, figlia del celebre Marquese di Sade, ebbe come eredità, dai suoi cugini la Tour du Pin, il castello di Condé. In 1983, il Signor Alain Pasté de Rochefort comprò il castello e commincio la ristaurazione. | |||
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Gli attuali proprietari, Aymeri e Alice Pasté de Rochefort, hanno ereditato il Condé alla morte accidentale del padre nel 1993. Sono entrambi discendenti di uno dei capitani della guardia privata del primo Principe di Condé e proseguono aiutati dalla loro madre, Madame Alain Pasté de Rochefort, loro lavoro. La vostra amabile visita ci contribuisce anch'essa.
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Depuis le 24 février 1993, Madame Alain Pasté de Rochefort aidée de ses enfants ( Alice et Aymeri ) poursuit l'oeuvre de restauration malgré la disparition accidentelle de son mari . C'est dans un esprit de continuité que l'ensemble des travaux réalisés à Condé sont menés avec courage et détermination. le château de Condé reste hâbité toute l'année, et ce site (www.chateau-de-conde.com), destiné à sa promotion a pour ambition de compléter la visite du château et de servir de lieu d'échange entre "amoureux des vieilles pierres, de l'art, de l'histoire... ". Aymeri Pasté de Rochefort (webmaster) (toutes remarques, encouragements ou conseils seront les biens venus)
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